Visualizzazione post con etichetta Provincia di Fermo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Provincia di Fermo. Mostra tutti i post

martedì 18 ottobre 2011

Montappone and the Museum of Hats



Montappone  is a small rural town where handmade hat manufacture set up as early as the 17th century. The sector has remarkably increased over the years and it has gradually become more  profitable.
The traditional handicrafts have been converted into industrial products. One of the first Italian sites to make a fortune with hats, with 70% of the domestic output made here and in six neighbouring towns,
Montappone is now Europe's most important hat-making district.

The lovely Museum of Hats in Montappone shows the hat making steps - straw picking and selection, plaiting, weaving and sewing.
Each step is illustrated by slides, pictures, panels and vintage machines. There is a remarkably wide collection of traditional and innovative hats, including the priceless straw hat worn by the Italian cinema “maestro” and film director Federico Fellini .
A hat festival that celebrates the hat making traditions and folk culture is held in Montappone in July and December each year.

posted by Guide Turistiche Marche - Guide Turistiche Fermo
to reserve  guided tours please contact   stefania@guideturistichemarche.it

domenica 24 luglio 2011

Il monumento della Sacra Spina della chiesa di S. Agostino a Sant'Elpidio a Mare

A chi percorre la strada che da Sant’Elpidio, uscendo da Porta Romana, conduce verso il mare, appare a sinistra, la grandiosa facciata di una chiesa. Si innalza isolata, priva ormai delle mura perimetrali di cui restano solo  le tracce dei basamenti.
Il portale è sovrastato da una mensola che sostiene un piastrino quadrangolare che arrivava al grande oculo. Sulla sinistra, nel Settecento,  è stato costruito l’oratorio. La facciata è quanto rimane dell’antica chiesa di Sant’Agostino Vecchio di Sant’Elpidio a Mare. In questo luogo, già nella prima metà del Duecento, esisteva un convento di Agostiniani dove erano vissuti importanti rappresentanti dell’Ordine, come Fra Guglielmo di Maestro Giacomo da Monte dell’Olmo, uno dei testimoni al processo per la canonizzazione di San Nicola da Tolentino, suo maestro al tempo del noviziato nel convento elpidiense; oppure Fra  Antonio da Sant’Elpidio, insigne letterato, autore della traduzione in volgare del De Claris Mulieribus di Boccaccio. Non storicamente fondato è invece il legame con il beato Clemente da Osimo, detto anche Clemente Briotti da Sant’Elpidio, generale dell’Ordine, cui è legata la tradizione dell’arrivo, presso il complesso agostiniano, di una delle spine della corona si Gesù Cristo. Proprio per conservare degnamente la preziosa reliquia,  nel 1371 era stato edificato, all’interno del Sant’Agostino Vecchio il complesso monumento in pietra d’Istria, di cui oggi non rimangono che tre elementi.
Secondo la tradizione, nel corso dei secoli,  la corona di spine,  imposta sul capo di Gesù prima della crocifissione, si sarebbe miracolosamente conservata passando da Gerusalemme a Costantinopoli. Nel 1238, l’imperatore d’Oriente, Baldovino II di Fiandra, si era recato a Parigi per chiedere l’appoggio finanziario di Re Luigi IX: in cambio aveva impegnato, e poi ceduto, la corona di spine. Dopo essere rimasta per qualche anno a Saint-Denise, dal 1248 l’importante reliquia venne conservata nella Sainte-Chapelle. Essa si componeva allora di una settantina di spine che, nel tempo, sarebbero state inviate nelle principali chiese d’Europa, come preziosi omaggi dei re di Francia. Una tradizione tardiva (XVII secolo) ricorda che il beato Clemente, priore generale dell’Ordine agostiniano dal 1271, ebbe in dono la Sacra Spina da Filippo III l’Ardito successore di Luigi IX, durante una visita ai monasteri agostiniani francesi.
Giunta in Italia, la Spina era stata portata nel complesso monastico di Sant’Elpidio, la cui chiesa venne ampliata per l’arrivo della preziosa reliquia. La semplice struttura rispecchia l’essenziale razionalità, ereditata dai Cistercensi, che ritroviamo  in molta architettura religiosa della Marca due-trecentesca. Nel 1371, all’interno della chiesa di Sant’Agostino fu posto il  monumento destinato a conservare la reliquia: una sistemazione che ebbe vita breve a causa delle continue lotte di quei decenni.  L’8 settembre 1377 i fermani, guidati da Rinaldo da Monteverde, penetravano nel castello di Sant’Elpidio devastandolo e massacrando gli abitanti. Il giorno successivo la Sacra Spina fu  prelevata e portata a Fermo, dove è ancora conservata  nella chiesa di Sant’Agostino.
(tratto dal Catalogo della Mostra “L’Aquila e il Leone” ed. Marsilio)





per info e prenotazione visite guidate:
Guide Turistiche Marche

giovedì 14 luglio 2011

Guide Turistiche S. Elpidio a Mare - Visita guidata a Sant' Elpidio a Mare




L’antica ed imponente Torre Gerosolimitana, detta anche dei Cavalieri di Malta,  (XIV secolo) ha una struttura che ne fa un unicum in Italia. 
Anche se costruita in posizione strategica, le sue caratteristiche non la rendono una torre con scopi difensivi, tant’ è che le ipotesi sul suo utilizzo sono ancora tante. 
A differenza delle altre torri, infatti, la sua larghezza è costante; l’ingresso non è in forte dislivello rispetto alla pavimentazione; non ha piani (se non quello aggiunto solo in epoca moderna per posizionare l’orologio e il serbatoio poi rimosso nel 2003) e, nonostante i 28 metri di altezza, ha una comodissima scala per l’ascesa: sono questi, tutti elementi contrari ai classici canoni di difesa medievale.
Inoltre, nella pianta della Torre sono stati individuati quattro piloni angolari, congiungendo i quali risulta iscritta al perimetro una croce greca, mentre tracciando le diagonali risulta la Croce di Malta: nel Medioevo tutto questo non può essere stato casuale, tanto da far assumere alla struttura una forte connotazione mistico-religiosa. 
Successivamente, la Torre è divenuta simbolo della civitas, l’elemento in cui riflettere i valori condivisi della municipalità: nel 1893, vi sono stati  collocati l’altare all’Unità d’Italia con le effigi di Vittorio Emanuele II, Cavour, Garibaldi e Mazzini ed una lapide in ricordo delle gesta che portarono all’unità nazionale.   

info: Guide Turistiche Marche - Guide Turistiche Fermo 

mercoledì 1 giugno 2011

Stadtführung in Porto San Giorgio


posted by   Guide Turistiche Marche  

Fremdenführer spezialisiert auf Gaestefuehrungen und Stadtrundfahrten in den Marken
info@guideturistichemarche.it

Porto San Giorgio (Fermo)
_______________________________________________________________________

Porto San Giorgio mit seinen 16.000 Einwohnern ist der typische Badeort an der Adria: breiter Sandstrand, Strandpromenade mit Oleandern und Palmen, dahinter schachbrettartig angelegte Straßen mit unzähligen Hotels, 9 Monate im Jahr praktisch ausgestorben, während der Badesaison aber quicklebendig, quirlig und zum Bersten voll.
Die ersten Badegäste kamen schon vor 100 Jahren an. Ihnen verdankt die Stadt einige schöne Jugendstilvillen (ähnlich wie in Pesaro). Zwischen den vielen Neubaukästen gehen sie leider vollständig verloren.
In der Vergangenheit war Porto San Giorgio die Hafenstadt für die Stadt Fermo. Diese Bedeutung ist aber längst verloren gegangen. An historischen Bauten ist nur die Festung oberhalb der Hauptstraße zu nennen. Sie stammt aus dem 13. Jahrhundert und ihr Auftraggeber hat später als Doge von Venedig Karriere gemacht.
Die einzige nennenswerte Sehenswürdigkeit befindet sich in der Pfarrkirche zum hl. Georg. Es handelt sich um ein Ölgemälde von Vincenzo Pagani (Kreuzigung mit Assistenzfiguren).
________________________________________________________________________

posted by   Guide Turistiche Marche   
Fremdenführer spezialisiert auf Gaestefuehrungen und Stadtrundfahrten in den Marken
Stadtführung in porto San Giorgio:  info@guideturistichemarche.it

giovedì 26 maggio 2011

Das Schuhmuseum in Sant'Elpidio a Mare (Fermo)

DAS SCHUHMUSEUM in Sant'Elpidio a Mare (Fermo)


Der Ausstellungspfad wurde konzepiert, um die Wandlungen der Schuhe zu illustrieren, von den ersten Ansätzen im Mittelalter bis hin zu den jüngsten Produktionen, die, in vielen Fällen, regelrechte Kunstwerke darstellen und ein Ergebnis der Kunstfertigkeit und Meisterschaft der lokalen Handwerker sind.
So beginnt mit den treuen Rekonstruktion eines Handwerksladen die Entdeckung einer vielleicht wenig bekannten aber überaus überraschungsreichen Welt, wo die Einfachheit der Gesten seit jeher die Kreativität und Experimentierung begleitet und so einen erheblichen Beitrag zur Evolution der Sittengeschichte leistet. Das Museum enthält Tausende von Fundstücken, wie Schuhe, Leisten, Maschinen und Geräte für die Verarbeitung, die von Branchenunternehmen oder Privatpersonen gespendet und nach in drei Sektoren gegliederten Themenbereichen ausgestellt wurden.
Die Sektion “Schuhe aus allen Zeiten und Orten” besteht fast ausschließlich aus der Sammlung des Cavaliere Vincenzo Andolfi und umfasst Schuhe, Stiefel, Sandale, Holzschuhe und Pantoffeln, die aus China, Indien, Kanada, Südamerika, aber auch aus vielen europäischen und afrikanischen Staaten stammen. Die Sammlung enthält außerdem antike Drücke, alte Werkzeuge, besondere Schuhanzieher und kleine Stoff-, Metall- und Keramikschuhe.
Die Sektion “Schuhe der berühmten Persönlichkeiten”, in ständiger Expansion, umfasst Schuhe, die prominenten Persönlichkeiten aus dem kirchlichen Milieu gehörten, wie Papst Johannes Paul II, Papst Johannes XXIII, Papst Leone XIII, und dem Kardinal Achille Ratti; die Schuhe vieler Sportstars, wie u.a. Gino Bartali, Francesco Moser, Mario Cipollini, Yuri Chechi, Giovanni Trapattoni, Valentino Rossi, Marco Tardelli, Eddie Irvine, Simona Vesprini, Valentina Vezzali, Giovanna Trillini, Zidane und Stefano Cerioni; und auch die von Sängern und Persönlichkeiten aus dem Showbusiness wie Milva, Angelo Branduardi, Bobby Solo, Maestro Detto Mariano und dem berühmten Tenor Beniamino Gigli.


MUSEUM OF FOOTWEAR - S.Elpidio a Mare (Fermo)

The exhibition space has been designed to illustrate the transformations that footwear has undergone, from the first medieval approaches to the most recent productions which, in many cases, are real works of art, the fruit of the ability and skills of local craftsmen.
Thus from the faithful reproduction of a craft workshop we embark on the discovery of a world perhaps
little known, but full of surprises, where the simplicity of the actions involved has always been accompanied by creativity and experiments, making a very incisive contribution to the evolution of the history of both costumes and customs.
The Museum conserves thousands of exhibits, including shoes, lasts, machines and tools for production, donated by companies or by individuals, exhibited in thematic areas and divided into sections.
The section “Footwear of every Time and Place” consists almost exclusively of the collection
of Cav. Vincenzo Andolfi which comprises shoes, boots, sandals, clogs and slippers from China, India, Canada and Latin America, but also from many European and African countries. Completing he collection there are old prints and tools, unusual shoe-horns, and cloth, metal and ceramic bootees.
The section “Shoes of Famous People”, in continuous expansion, contains footwear belonging to important people in the religious world such as Pope John Paul II, Pope John XXIII, Pope Leo XIII and Cardinal Achille Ratti, the shoes of many sporting champions including Gino Bartali, Francesco Moser, Mario Cipollini, Yuri Chechi, Giovanni Trapattoni, Valentino Rossi, Marco
Tardelli, Eddie Irvine, Simona Vesprini, Valentina Vezzali, Giovanna Trillini, Zidane and Stefano Cerioni; and also footwear donated by singers and show-business stars such as Milva, Angelo Branduardi, Bobby Solo, Maestro Detto Mariano and the celebrated tenor Beniamino Gigli.


For guided visits please contact
info@guideturistichemarche.it

Guide Turistiche Marche